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Scritti di Marco (mar)  
e Maura (mau)
 
 
 
31 ottobre 2010: Il Plr e i Ciellini  (mar)   
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Giancarlo Dillena, nell’editoriale di venerdì 22 ottobre, torna sulla polemica innescata da Diego Scacchi e riferita alla candidatura a consigliere di Stato di Sergio Morisoli, a proposito della scarsa conciliabilità tra l’appartenenza a Comunione e Liberazione e l’appartenenza al Partito Liberale Radicale. 
Secondo il direttore del CdT , si tratta di “un tema ripescato da un passato che sa non di ieri, ma dell'altro ieri. Anzi, di Ottocento…”. Insomma di cose da “museo della politica”. Se fosse realmente così, Scacchi e coloro che la pensano come lui sarebbero rimasti indietro tanto 
da perdere il contatto con la realtà. Ma stanno veramente così le cose? Io mi pongo qualche grosso dubbio, perché temo che i ciellini al potere farebbero di tutto per trasformare in leggi dello Stato i loro principi etico-religiosi. L’Italia insegna! 
I principi religiosi di Cl sono assolutamente rispettabili (come lo sono quelli di 
 
qualsiasi altro credo confessionale) ed ognuno ha diritto di farseli propri. 
Il timore è però che Cl, per il suo carattere militante, miri ad imporre i suoi principi anche a coloro che non li condividono. Per esempio tentando di far passare delle leggi che criminalizzano qualsiasi pratica abortiva, o l’uso della pillola anticoncezionale, o il ricorso alle cellule staminali embrionali a fini terapeutici, o ancora che negano, in nome del “sì alla vita”, il diritto ad ogni forma di eutanasia. Questi temi non mi sembrano “temi dell’Ottocento”, ma molto attuali. 
Che gli appartenenti a Cl abbiano il diritto di fare politica, mi sembra del tutto naturale e legittimo, ma mi parrebbe più coerente se la facessero attraverso un loro partito o all’interno del Ppd, non dentro un Plr, nato proprio per affermare i valori della laicità contro l’imposizione, a tutti i cittadini, delle leggi volute dalla Chiesa. 
 
Marco Bottini
 
 
Sergio Morisoli, candidato PLR-CL
 
15 marzo 2010: Frattin...frattazzo (mar)  
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Il frattazzo è quell'attrezzo  
per lisciar la malta e il gesso  
 
e il Frattin, ... ci sia concesso,  
è un furbastro che fa il fesso.  
 
Per lisciare il Colonnello  
e volere apparir bello  
 
lui, la colpa, avete visto,  
ci dà a noi per via del visto  
 
che Geddafi ha tolto a tutti  
gli Europei, sian belli o brutti,  
aa
 
ai tedeschi e agli italiani  
sian del nord che siciliani  
 
e, sbattendosi i maroni,  
se l'amico Berlusconi  
 
gli dà pacche sulle spalle  
mentre a tutti conta palle.  
 
Questo è un giorno molto tristo  
se, degli esteri, un ministro,  
 
fa alleanza col tiranno  
che all'Europa reca danno.
 
15 marzo 2010: Paletti in attesa dell'incidente? (mar)  
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Passando dalla strada cantonale  
vicino, di Rivera, alla stazione,  
si notan certi pali spelacchiati  
che intralciano il ciclista ed il pedone.   
 
Sì, in quanto che, con gran lungimiranza, 
li han posti proprio sulle righe gialle  
che segnano la pista per le bici,  
così che chi pedala all' altrui spalle, 
 
e al traffico che passa è concentrato,  
prima che di qualcosa si sia accorto,  
finisce contro il palo maledetto,  
coll'ossa rotte e con il collo storto. 
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Se sono spelacchiati, questi pali,  
è che qualcun gli è già finito addosso.  
Nessuno, infatti, se li aspetta proprio,  
in mezzo al suo cammin, vicino al dosso.  
 
Che attendon, quei signori delle strade,  
a togliere i paletti senza senso?  
Spero che non ci voglia la disgrazia!  
Si faccia uso, infine, del buon senso!
 
2 marzo 2010: Calci alla cucina e... all'educazione (mau)  
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La pubblicità all’indistruttibile cucina continua a proporsi in tivù nei momenti di maggior ascolto. Sono protagonisti tre personaggi maleducati che, dopo aver dato calci ai cassetti della cucina, interrogano con rozza arroganza i genitori: “Che cosa c’è da mangiare?”. In realtà, l’eroe del messaggio è uno solo. L’insolente di otto anni continua a farlo a quindici, e poi a trenta. Resiste la cucina, sempre intatta.   
I genitori, davanti alla sopraffazione, si paralizzano, sbigottiti. Non reagiscono le autorità scolastiche, le associazioni di genitori, gli istituti scolastici. Sembra che nessuno senta la necessità di bloccare quel fenomeno diseducativo. Si parla tanto di “responsabilità educativa”, ma davanti a una scena così disfattista nessun ente reagisce.  
Qui non è in gioco la libertà di 
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espressione e di pensiero”, dato che di pensieri non ce ne sono.  
C'è solamente lo spregio della buona educazione nel rapporto tra le persone. Se questo modo scorretto di far commercio e pubblicità è deprecabile, ci vuole chi lo deprechi a più riprese, fino a farlo cessare. Come pretendere altrimenti il rispetto fra le persone? Dopo aver preso a calci i cassetti della cucina, che cosa prenderanno a calci, i giovinastri gagliardi? La stessa televisione deve interrogarsi sulle sue concessioni.  
Il silenzio può essere un sistema per evitare grane, magari con la scusa di rimanere “neutrali”. Quando i calci diventeranno risse giornaliere, non sarà più comoda neanche l’ignavia. Forse sarà tardi. Il silenzio non coltiva i giovani, li ignora.  
Nel frattempo, la tolleranza abusiva
 
 
facilita l’insolenza e la sopraffazione.  
A quando l’uscita dal silenzio? 
 
 
                                          Maura Bottini
 
27 febbraio 2010: La fine del sogno"Obama" (mar)   
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Troppo bello perché non fosse un sogno  
quello che Obama suscitò nei cuori  
per una società nuova e più giusta  
attenta ai poveri... più che ai signori.  
 
Ma in un paese ormai verso il declino  
chi cerca di far leva sull’umano  
e sul bisogno d’esser solidali  
chiedendo, a chi più ha, di dar la mano,
 
viene attaccato e messo alla berlina,  
paragonato pure ad un nazista;  
vien definito un antilibertario,  
un delinquente, un porco, un comunista.  
 
Così ora l’America  gli è contro  
e presto Obama perderà il potere   
distrutto dalla logica imperante  
di chi per sé ogni cosa vuole avere.
 
Anche da noi purtroppo l’aria è tetra  
e vince chi più d’altri è un egoista.  
Da tempo è diventato quasi insulto  
dir di qualcuno: “Quello è un socialista!”  
 
Ciò che di fare adesso mi vien voglia  
è di osservar, restando dietro l'uscio.  
O forse è meglio, perché più sicuro,  
di star nascosto bene, dentro un guscio! 
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